Racconti dal confine: disegni e parole di migrazione a Oulx

Racconti dal confine: disegni e parole di migrazione a Oulx è un progetto interdisciplinare coordinato da Silvia Aru (Università di Torino) che intreccia geografia, sociologia, urbanistica e antropologia per dare voce alle testimonianze delle persone in transito al confine italo-francese.

Promosso dal DIST – Politecnico e Università di Torino, in collaborazione con l’Università della Terza Età – UniTre Alta Val Susa, l’associazione Liberamente Insieme APS-Bardonecchia, la rete informale Sentieri Solidali-Alta Val Susa, il progetto valorizza disegni e scritte lasciate dai migranti nel Rifugio Fraternità Massi di Oulx (Fondazione Talità Kum). Attraverso una mostra, questa pagina web e a momenti di confronto pubblico, l’iniziativa promuove una riflessione condivisa e critica sulle rappresentazioni delle migrazioni, mettendo al centro la memoria dell’area di confine del Monginevro e le storie di chi l’attraversa.

Team di ricerca: 

Magda Bolzoni (RTT, GSPS-08/B – Sociologia dell’ambiente e del territorio)

Francesca Bragaglia (RtD-A, CEAR-12/A –Tecnica e pianificazione urbanistica)

Arianna Locatelli (antropologa – ricercatrice Migroeurop/Melting Pot Europa)

Martina Pasqualetto (antropologa)

Luca Ramello (dottorando URD) 

Cristiana Rossignolo (PA, GEOG-01/A – Geografia) 

Esibizioni:

La mostra:

Racconti dal confine nasce attorno al Rifugio Fraternità Massi di Oulx, spazio di accoglienza lungo la rotta alpina delle mobilità illegalizzate, dove persone in transito hanno lasciato disegni, parole e mappe come tracce volontarie della propria presenza.
Il percorso segue le tre fasi dell’esperienza nel rifugio — arrivo, sosta, partenza — intese come dimensioni esistenziali: l’ingresso in uno spazio che riduce la violenza del confine; il tempo sospeso di memoria e cura; la ripartenza, dove desiderio, lutto e futuro si intrecciano. L’allestimento combina disegni originali, pannelli interpretativi e una video-proiezione immersiva che restituisce il contesto del salone del rifugio, guidando i visitatori attraverso queste tappe. Le tracce non sono reperti, ma testimonianze vive che interrogano confine, protezione e diritto a muoversi in sicurezza e dignità.

Il percorso:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *